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La lavanda

Oggi ti parlerò di una coltura che consente un discreto guadagno, ma che viene spesso ignorata come se non esistesse affatto o relegata nel giardino!

Eppure fornisce un olio essenziale per erboristerie e aziende cosmetiche che ne hanno bisogno e sono costrette a rifornirsi dall’estero.

Diciamoci la verità: seminiamo o coltiviamo le solite piante solo perché sono le uniche che conosciamo!

La lavanda officinale o lavanda vera, è una pianta suffruticosa sempreverde della famiglia delle Lamiaceae. Queste piante possono arrivare fino 0,3 – 1,2 mt di altezza (massimo 1,8 mt). Sono piante perenni e legnose, hanno quindi un portamento arbustivo, sono inoltre fortemente aromatiche.

L’impianto dura mediamente 15 anni (ci sono impianti ad oggi di circa 18-20 anni ben produttivi).

Nelle zone più calde la pianta entra in vegetazione a fine autunno o in pieno inverno, in quelle più fredde in primavera.

L’epoca di fioritura ha inizio, secondo la ripresa vegetativa, da gennaio a maggio e si protrae per alcuni mesi. I fiori sono commestibili e possono essere utilizzati per preparare dolci, biscotti o in risotti e gnocchi. In aromaterapia, viene utilizzata come antidepressivo, tranquillizzante, equilibrante del sistema nervoso, come decongestionante contro i raffreddori e l’influenza.

La raccolta della lavanda avviene in estate (Luglio-Agosto) in quanto il caldo favorisce l’aumento di olio essenziale nelle cellule del fiore e delle ghiandole secretorie. La raccolta meccanizzata viene fatta con mietitrici.

Dalla lavanda si può ottenere, oltre all’olio essenziale, anche dell’ottimo miele.

Non è trascurabile la rusticità della pianta, questo comporta un basso fabbisogno di interventi colturali, pertanto nelle condizioni adatte, si può coltivare con il metodo dell’agricoltura biologica.

La lotta contro le erbe infestanti è essenziale per evitare la competizione per l’acqua a disposizione.  Per la coltura non è necessario alcun trattamento fitosanitario.

La lavanda tollera poco i terreni argillosi acidi, umidi e soggetti a ristagno idrico, invece preferiscono terreni asciutti, leggeri, a reazione alcalina e/o calcarei. Per una buona resa in olio essenziale e un’ottimale composizione di quest’ultimo le piante richiedono un’abbondante illuminazione, quindi sono da preferire i terreni esposti a sud. La ventosità è un fattore che non danneggia gli impianti di lavanda.

Come puoi vedere offre buone opportunità e si adatta facilmente ai nostri terreni.

Ma ti dirò di più!

Con la sola estrazione dell’olio si ricavano circa 6.000 €/ha all’anno!!

Non esitare, contattami, sono il tuo agromanager e ti guiderò nella scelta e coltivazione della lavanda!

 

One Comment on “La lavanda

  • SALVATORE TODARO
    30 Marzo 2019 at 17:31

    OK LA VOGLIO CONTRATTARE

    Rispondi
  • Pantaleo
    2 Maggio 2019 at 15:58

    Salve dott. Giannico
    mi chiamo Pantaleo e sarei interessato ad avviare un’attività di coltivazione di lavanda.
    le chiedo se in Puglia ci sono altre realtà di produzione e/o campi di lavanda da poter vedere.
    Attendo sue gradito riscontro
    Saluti
    Pantaleo

    Rispondi
  • Maria
    31 Luglio 2019 at 21:56

    Buonasera, vorrei sapere se organizzate corsi dedicati alla coltivazione di lavanda.
    Grazie mille per la disponibilità

    Rispondi
  • Maria
    1 Agosto 2019 at 6:54

    Salve
    Vorrei sapere se organizzate corsi per la coltivazione della lavanda.
    Grazie mille

    Rispondi
  • Nicola Giannico Agromanager
    2 Agosto 2019 at 20:27

    Gentilissima Maria, grazie per avermi scritto. Purtroppo non organizzo corsi per la coltivazione della lavanda, ma offro consulenza su come coltivarla e venderla.

    Rispondi
  • Nicola
    6 Aprile 2020 at 12:34

    Salve dott. Giannico
    mi chiamo Nicola e sarei interessato ad avviare un’attività di coltivazione di lavanda.
    Vorrei sapere qualora fosse possibile avere delle indicazioni per ottimizzare la coltivazione o meglio i requisiti per poterla avviare grazie.

    Rispondi
    • NG_Agronomo
      7 Aprile 2020 at 16:43

      Grazie Nicola per scritto. I requisiti per poterla avviare sono economici (ossia verificare prima se c’è mercato in zona e/o crearlo, e se c’è una cooperativa che ritira il prodotto) e tecnici (analisi del suolo ed estensione del terreno). In qualsiasi caso prima di piantare qualsiasi lavanda conviene elaborare un business plan per evitare sorprese.

      Rispondi
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