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La bestia satanica dei ciliegeti

Ogni anno, quando arrivano maggio e giugno, per terrorizzare un cerasicoltore basta sussurragli nelle orecchie un nome, un flagello biblico!

DROSOPHILA SUZUKII!!

La reazione alla sola parola è quella di terrore puro e vivo!

Al solo parlargliene ti riporta queste testuali frasi:

“Non è possibile combatterla!!”

“Non funziona niente, ci meno la robba bbuona ogni quattro giorni chissà ci muore!”

“Se mi becca anche quest’anno chiudo l’azienda!”

Ed è così che nei campi si tratta con tante robaglie chimiche senza criterio e spesso, guarda caso, la drosophila ti frega lo stesso!

“Dottò, ma io come vedo qualche moscerino, vado e tratto, stessa cosa se vedo qualche ciliegia bucata!! Non mi faccio sempre fregare!”

Prima di parlare di tante cose è bene spendere due parole su questo insetto per capirne i punti deboli e i suoi comportamenti e adeguarsi di conseguenza.

Questo flagello viene dal Giappone, dove fa pochi danni, ed è tipico delle zone fredde. Quando abbiamo avuto la fantastica opportunità di “importarlo” l’insetto ha colonizzato prima le zone del nord Italia per poi spostarsi e acclimatarsi nelle zone più calde del sud Italia. È un insetto sempre attivo durante l’anno e non sverna mai spostandosi da zona a zona. In particolar modo è attratto dal colore rosso e per questo colpisce le ciliegie.

Ovviamente queste sono informazioni spicciole dette in modo molto approssimativo per poter inquadrare l’insetto.

“Dottò, ma come devo fare? Io ho paura della drosophila, è un flagello biblico, un demonio infernale!”

Iniziamo con il dire che la drosophila si muove in “branco” e sciama di zona in zona durante l’anno alla ricerca di frutti a bacca rossa, pertanto è opportuno che tu controlli che nella zone vicino al tuo ceraseto non ci siano arbusti spontanei che nel periodo invernale hanno le bacche rosse. Se li noti pota i rami fruttiferi delle arbustive selvatiche per ridurre il “cibo” alla drosophila.

Dopo di che devi attendere il ciclo vegetativo del ciliegio che arrivi a inizio invaiatura, appena inizia il viraggio del colore.

Nella fase di inizio invaiatura ci sono solo due cose che possono proteggerti:

  • Reti anti insetto;
  • Trappole schermanti.

Per reti anti insetto si intende coprire il ciliegieto con delle reti finissime che fungono da barriera meccanica all’ingresso dell’insetto. Però occhio che se poco poco hai una falla e non te ne accorgi ed entra l’insetto sei “morto”.

“Dottò, ma state scherzando? E quanto mi costa una cosa del genere?”

“Dottò, ma tengo gli alberi alti 3 metri e i tubi dell’irrigazione sospesi all’aria, mò sta rete come ce la vado a mettere?”

Niente paura, ci pensa il vostro agromanager!

I metodi come ho detto prima sono due, passiamo al secondo metodo. Le trappole “schermanti” si mettono agli alberi lungo i confini, e sono di colore rosso acceso, dopo di che si mette al momento opportuno una miscela attrattiva specifica per la drosophila. L’obiettivo è attirare i moscerini dentro le trappole al confine che saranno come una barriera impenetrabile da superare! In questo modo l’insetto non entrerà dentro il vostro campo!

Con questo metodo è molto probabile che la drosophila non farà il check in!

Inoltre eventuali “sortite” della drosophila saranno tenute efficacemente a bada dai comuni trattamenti contro la mosca del ciliegio che viene monitorata in campo con le trappole di monitoraggio!

Che devi fare adesso? Non aspettare l’invaiatura delle ciliegie, ma previeni subito attrezzandoti contro questo demonio.

Chiama il tuo agromanager, contattami e difendiamo fino all’ultima ciliegia il tuo ciliegeto!

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